Mi chiamo Giuseppe Marino, sono stato ordinato presbitero il 9 ottobre nella Cattedrale di Savona. In questo breve articolo vorrei, senza annoiarvi, raccontarvi per sommi capi il percorso umano e spirituale che mi ha portato a celebrare il giorno più bello della mia vita a 49 anni. Della mia formazione culturale posso dirvi che ho studiato Scienze Politiche all’Università di Firenze, città nella quale ho esercitato la professione di albergatore per diversi anni. Il diploma al Liceo Linguistico di Palermo e i soggiorni di studio all’estero mi hanno permesso di sviluppare una mia dote innata: la capacità di relazionarmi con l’altro.

Con il senno di poi ho capito che il Signore mi ha donato l’attitudine a dedicarmi, a prendermi cura del prossimo. Infatti all’età di circa 30 anni, nel pieno della mia vita professionale, ho iniziato un cammino di profondo discernimento vocazionale che ha preso spunto dal servizio alla mensa dei poveri di Firenze. Sono stato accompagnato da un meraviglioso padre spirituale di nome don Armando; ho cominciato a partecipare alla santa messa ogni giorno e ad accostarmi con frequenza al sacramento della riconciliazione.

A conclusione di tale itinerario di riflessione ho deciso di abbandonare i miei impegni professionali e a 39 anni sono entrato a Camogli in monastero dei benedettini olivetani. Il desiderio di pregare per le persone a cui voglio bene e per tutti coloro che mi chiedevano di ricordarli di fronte al Signore ha accresciuto la mia consapevolezza della chiamata a mettermi al servizio in maniera più concreta delle persone che Dio mi faceva incontrare.

Così nel novembre del 2017 sono entrato in seminario a Savona, accolto dal vescovo mons. Gero con l’aiuto di don Danilo Grillo e del carissimo e compianto don Pietro Pinetto. Mi sono messo a disposizione dei miei formatori, nonostante la mia età adulta, ed eccomi arrivato al 9 ottobre 2022: in effetti ho impiegato circa 20 anni a capire cosa il Padre Buono mi chiedesse per dare senso alla mia esistenza.

Come avrete visto nei video e nelle foto che ho pubblicato sui social media, ho pianto molto durante la mia ordinazione perché ero consapevole di non essere degno di una così grande grazia e non essere forte abbastanza per un impegno veramente superiore alle mie povere capacità. Sono però sicuro che se oggi sono prete lo devo all’aiuto spirituale e materiale di tantissime figure che per me sono state fondamentali con il loro sostegno, il loro consiglio, il loro esempio, la loro preghiera.

Vi saluto con l’invito a sentirvi figli di una Chiesa che accoglie e accompagna i Suoi figli verso il disegno che il Creatore ha su ciascuno di loro. Grazie!