Savona. Dopo circa sei mesi di lavoro presso il laboratorio di restauro di Gioia Bottari a Genzano (Roma) il “Codice miniato etiope” è rientrato presso l’Archivio Storico diocesano, che lo ha in custodia. Il libro consta di 211 pagine in pergamena, scritte e dipinte a mano nel dialetto gɘ’ɘz. Si tratta di un codice “di lusso” in quanto prodotto da un monastero etiope di grande rilievo per una committenza aristocratica ed è una delle più antiche raccolte biografiche dei martiri venerati nelle chiese di Eritrea e Etiopia.

L’Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici e l’Archivio storico diocesani hanno in cantiere una serie di iniziative per far conoscere alla cittadinanza questo prezioso manoscritto. Grazie al progetto del catalogo nazionale dei Manoscritti Etiopici in Italia dell’Università di Napoli l’Orientale, diretto dal professor Gianfrancesco Lusini, si è potuto fruire del volume completamente rigenerato nel suo aspetto.

I colori usati sono derivati del carbone per il colore nero mentre le policromie sono eseguite con colori vegetali. I fascicoli sono racchiusi in una copertina in legno e il peso complessivo del testo è di circa 10 kg. Oltre alla bellezza dell’opera e all’interesse scientifico, culturale, religioso e storico, un certo interesse riscuote anche il percorso che il manoscritto ha fatto per arrivare a Savona.

Si tratta di un dono speciale del Duca di Aosta per le nozze del suo aiutante, un maresciallo d’artiglieria della città, sposatosi nel 1938. Grazie alla sensibilità di un savonese il libro, invece di finire in un mercato dell’antiquariato e smembrato nella sua interezza, è stato offerto a don Gianluigi Caneto, direttore dell’Archivio storico diocesano e profondo conoscitore di manoscritti e libri antichi.

Tutto questo avveniva nel 2019: da allora sono state attivate le opportune formalità per arrivare al rientro di questa preziosa opera, al momento unica in Italia per dimensioni e argomento trattato. La stessa opera, in parte già tradotta dagli studiosi della lingua e dei dialetti etiopi, è stata oggetto anche di interesse scientifico da parte di numerose istituzioni italiane e straniere, che intendono definire con maggiore rigore storico il periodo esatto di edizione e l’area geografica locale da cui ha avuto origine.