ECUMENISMO

La divisione nel corpo ecclesiale di Cristo si contrappone frontalmente alla volontà di Dio. Cristo è forse diviso? (1 Cor. 1,13). L’unità appare come uno dei segni distintivi della chiesa, in quanto corrisponde al fatto che il messaggio che è affidato alla comunità è uno, così come v’è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in tutti (Ef. 4,5 s.), così vi è un solo corpo (4,4).

Questo linguaggio indica con chiarezza che non si deve pensare che tale unità sia un prodotto della buona volontà umana; essa è opera dell’agire dello Spirito santo, dono che la chiesa riceve nella propria fedele vicinanza alla fonte del suo esistere. Facciamo nostro questo linguaggio e non scordiamolo più: l’unità non è un fine di cui alcuni appassionati dell’argomento vanno alla ricerca o tentano di plasmare dal nulla. Essa è dono di Dio alla sua Chiesa e, al tempo stesso, compito al quale la voce di Cristo ci chiama. Il primo segretario generale del consiglio ecumenico delle chiese disse giustamente: «La chiesa contraddice la propria essenza e rinnega il suo mandato missionario, se è divisa». Solo da questa convinzione può avere inizio qualsiasi genuina impresa ecumenica.

DIALOGO CON GLI EBREI

Vorrei ricordare, tra i tanti, un grande maestro del dialogo che è stato Shemuel David Luzzatto “SHaDaL”, 1800-1865 molto amato dai nostri fratelli Ebrei. Poeta, linguista, grande esegeta della Bibbia. Egli nella sua attività, ricercava sempre la verità e combatteva per poterla sempre attuare, senza manifestare quella superbia che è propria di colui che si sente depositario della verità assoluta. Secondo il suo pensiero, espresso nelle sue epistole, la verità “è caratterizzata da vari livelli e la grazia e la misericordia sono le basi della verità stessa. La cosa principale in un uomo, è la giustizia nel suo cuore e non parole dotte costruite su basi vuote e vane. L’ebraismo non deve essere influenzato dalle letterature e dalle filosofie esterne, poiché già completo di tutto ciò che necessita la sua trasmissione. La saggezza di Israele, è fondata sui detti degli antichi dotti della Mishnà i quali non ricevettero nulla dalle culture degli altri popoli e la sua peculiarità fondamentale è di aver sempre mantenuto integra la propria identità. Seguire ciecamente la moltitudine, significa perdere il senso della nostra unicità fino a dimenticare la lingua dei nostri padri. Il porre in rilievo invece la nostra volontà di esistere nella piena consapevolezza della nostra cultura, è il miglior insegnamento da trasmettere alle generazioni future.”

DIALOGO CON L’ISLAM

La fede islamica è basata su cinque principi (arkan).

  • La testimonianza di fede (shahada)
  • La preghiera (salat)
  • L’imposta coranica (zakat)
  • Il digiuno del mese di Ramadan
  • Il pellegrinaggio alla Mecca (hajj)

La pratica religiosa impone al musulmano questi cinque doveri essenziali per il rapporto fra Dio e l’uomo. I riti e gli atti di culto, che ogni fedele deve compiere e che costituiscono l’insieme delle pratiche liturgiche e devozionali dell’Islam, sono la parte più importante della shari’a (la legge sacra), che deriva la sua autorità dal libro sacro dell’Islam, il Corano e dalla Sunna (il comportamento ed i detti del Profeta Muhammad). L’Islam oltre ad essere un insieme di doveri, obblighi e proibizioni, è anche una via di ascesa spirituale secondo l’esempio del Profeta Mohammed (S.a.s.) e di tutti i Profeti che l’hanno preceduto, nella ricerca del compiacimento divino (Ridâ) e  della purezza di intenzione (Ikhlâs) lungo il Cammino della Via dell’Eccellenza (Ihsân).

DIALOGO CON TUTTE LE RELIGIONI

Il 28 ottobre 1965 Papa Paolo VI promulgò la Dichiarazione Conciliare Nostra aetate, ritenuto “testo di fondazione” del dialogo con le Religioni. Mantenendo fedeltà alla Dichiarazione Conciliare non possiamo negare l’importanza prima e fondamentale del dialogo con l’Ebraismo, e con l’Islam, ma ciò non esclude oggi più che mai il dialogo con tutte le grandi religioni del mondo. Dall’Induismo, al Buddismo, Al Taoismo, al Confucianesimo, allo Shintoismo. Senza tralasciare tutte le religioni etniche con i loro molteplici rituali.

<>. Papa Francesco (in occasione del 50° anniversario  della promulgazione della Dichiarazione conciliare  Nostra aetate)

  • Ufficio per l'ecumenismo e il dialogo interreligioso

Referenti e contatti

Direttore: Don Giovanni Lupino, tel. 3519282858

Sede:
Centro Studi per L’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso
G. Bof – G.Delfino
Corso Colombo 22
17100 Savona
Presso la Chiesa Rettoria del Sacro Cuore

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