Con la visita dell’incaricato regionale della Conferenza Episcopale Italiana alla Chiesa parrocchiale San Giovanni Battista in Vado Ligure si concluderà ufficialmente nei prossimi giorni il restauro sul prospetto principale dell’edificio, nascosto per oltre un anno dalle opere provvisionali. Finalmente è quindi possibile ammirare la facciata settecentesca in tutta la sua recuperata bellezza. L’intervento è stato finanziato grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica e ha previsto lo stanziamento di 136mila € a fronte di una spesa complessiva di 250mila €.

“I lavori hanno compreso anche il restauro della grande vetrata figurata dedicata al santo – spiega l’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Savona-Noli – La somma mancante è stata reperita accendendo un mutuo e utilizzando risorse accantonate dall’ente ecclesiastico. Le lavorazioni hanno riguardato principalmente l’ordine superiore del prospetto, i cornicioni, le lesene e i capitelli, dalle cui superfici è stato eliminato il materiale cementizio incongruo, mentre sono state mantenute e restaurate le porzioni di intonaco antico, integrando le mancanze con malte naturali”.

“Anche le statue del coronamento sono state restaurate provvedendo al loro consolidamento statico, previa l’eliminazione delle porzioni realizzate con malte cementizie, che evidenziavano lesioni e la tendenza al distacco – aggiunge l’ufficio diocesano – Sulla sommità del timpano ricurvo sono state sostituite le pesanti lastre di ardesia che lo ricoprivano per proteggerlo dagli agenti atmosferici: elementi in pietra che già minacciavano la caduta al suolo”.

Intanto per giugno è previsto l’inizio del restauro del Complesso Santa Maria Maddalena, gioiello di grande importanza storica e religiosa sito nel borgo di Ellera, su uno sperone roccioso che sovrasta il torrente Sansobbia, in posizione dominante dell’antica viabilità di fondovalle tra Albisola Superiore e Stella San Giovanni. I lavori saranno finanziati con fondi europei nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il complesso “intreccia” due chiese di epoche diverse: la preromanica Santa Maria, unica nel suo genere, e la cinquecentesca Santa Maria Maddalena, ancora in uso.

Il campanile è l’elemento identificativo di tutto il complesso, pur presentando problemi di stabilità. Lasciata per secoli in stato di abbandono, anche la piccola Chiesa Santa Maria soffre di numerose criticità, soprattutto per lo stato precario delle strutture. In particolare l’abside e le cappelle laterali iniziano a non sopportare più il peso del campanile cinquecentesco e dei suoi mille anni di storia.

“La Parrocchia San Bartolomeo Apostolo e l’associazione Amici di Santa Maria Maddalena mi hanno affidato l’incarico di redigere il progetto di restauro e consolidamento della chiesa – dichiara a Il Letimbro l’architetto Anna Pisani – A fine anno abbiamo avuto la conferma che il progetto è stato ammesso al finanziamento nell’ambito del PNRR”.