Solennità dell’Epifania 2020. Omelia

Nella festa solenne dell’Epifania, la Chiesa fa memoria del cammino dei Magi che “vennero da oriente a Gerusalemme” per adorare “colui che è nato, il Re dei Giudei”.

E proprio la memoria grata del loro camminare insieme, salendo dalle lontananze, può ispirare l’avventura sinodale della nostra Chiesa, che inizierà a Pentecoste: come loro, siamo chiamati a “prendere il largo, confidando”. Ed è pensando a loro (al…Sinodo dei Magi) che proprio oggi ho scritto una breve lettera alla Diocesi, chiedendo ai Parroci di consegnarla ai fedeli nella domenica 19 gennaio, che vorrei fosse vissuta come “Giornata del Sinodo”.

Dall’avventura dei Magi, raccolgo tre pensieri, per noi e anche per il nostro Sinodo.

Il primo. La stella è la Parola, come ci ricorda il salmo: “lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” (119,105); e come ci insegna Pietro: “Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti” (Lc 5,5).

Il secondo. L’avventura sinodale, come quella dei Magi, chiede alla nostra Chiesa un coraggio intelligente, capace di scansare le insidie di Erode (le insidie delle paure e del controllo…) e di comprendere il cambiamento d’epoca che stiamo vivendo: è la fine della cristianità che ci chiede di abitare la transizione inventando cammini!

E il terzo. La Chiesa di domani (e già di oggi!) sarà sempre più Chiesa delle genti, convivialità delle differenze, dove nessuno è straniero. Forse, sarà proprio chi viene dalle lontananze (geografiche, culturali, etiche…) ad aiutare la nostra Chiesa a ritrovare il vangelo.

“Al vedere stella, provarono una gioia grandissima”. Chiediamo ai Santi Magi d’intercedere per noi, e di renderci partecipi della loro gioia.