Savona. Con la votazione delle indicazioni normative elaborate dalle otto commissioni il Sinodo Diocesano ha concluso il suo primo anno di lavori. Inaugurata alla vigilia di Pentecoste nel 2021, l’Assemblea Sinodale farà una simbolica restituzione della propria esperienza alla Chiesa di Savona-Noli durante la Veglia di Pentecoste sabato 4 giugno dalle ore 21 nella Cattedrale Nostra Signora Assunta. Il cammino riprenderà il 23 e 24 settembre con la formazione di nuove commissioni ispirate all'”Indice generale”. La fine del 2023 potrebbe segnare la chiusura ufficiale del Sinodo e in prospettiva è incluso un pellegrinaggio in Terra Santa, proposto dal vescovo Calogero Marino ai membri dell’assemblea.

La quinta sessione si è svolta il 27 e 28 maggio e ha cambiato sede: dall’Istituto “Rossello” i lavori si sono spostati infatti nel Seminario Vescovile. In linea con le precedenti sessioni le presenze hanno oscillato dalle 67 del primo giorno alle 59 del secondo (con una flessione a 46 nelle ore conclusive). L’apertura dell’assise ha coinvolto la Parrocchia San Pietro Apostolo, che ha condiviso la gioia del conferimento del ministero del lettorato a Danilo Gambetta, candidato al diaconato permanente e papà del giovane Alessio, membro dell’Assemblea. Durante la messa monsignor Marino ha evidenziato che, sull’esempio dell’apostolo Paolo, “la Parola di Dio può essere annunciata solo dentro una paziente trama di relazioni umane” e ha invitato a “riscoprire la dimensione domestica della Chiesa”.

In serata il vescovo ha condotto un confronto sui primi sette punti dell'”Indice generale” per dare alcuni indicazioni alla commissione incaricata di redigere il “Libro sinodale”, specificando che “il nostro lavoro deve essere come un quaderno ad anelli, con la possibilità di essere arricchito e integrato in futuro”. Il dibattito ha portato a confermare la proposta di suddivisione del documento finale in tre parti: racconti di storie di Vangelo, sogni e immaginazioni della Chiesa di domani, deliberazioni formali che istituiscono con autorità il cammino presente. Non si è ritenuto necessario invertire l’ordine dei temi dell'”Indice”, anteponendo l’Eucaristia alla fraternità e alla fratellanza, né indicare la cura della casa comune come chiave di lettura dei lavori.

Molto animato il confronto durante il sabato, a partire dalle indicazioni normative delle otto commissioni. Quasi tutte le norme sono state approvate con voto per alzata di mano. Unica eccezione la Commissione 7, quella sull’Eucaristia come Epifania della Chiesa, che ha visto respinte due proposte. Al riguardo si è condivisa l’esigenza di riprendere e approfondire l’argomento il prossimo anno. Dalla votazione sono state stralciate alcune proposte di carattere universale della Commissione 5 (Ministerialità e Clericalismo), come l’istituzione del diaconato femminile e il superamento dell’obbligo del celibato presbiterale, perché consegnate al Sinodo della Chiesa italiana. Di due proposte della Commissione 3, l’accessibilità senza limiti alla comunione e all’assoluzione sacramentale, è stata chiesta dal vescovo Marino una riformulazione più conforme alla tradizione e alla prassi della Chiesa.

Tra le indicazioni più dibattute la richiesta di consultare i Consigli Pastorali parrocchiali prima di nominare i nuovi parroci (Commissione 1), l’istituzione di referenti diocesani dedicati alle famiglie ferite e alle persone LGBT+ (Commissione 3), i percorsi di discernimento per arrivare alla dismissione dei beni ritenuti non più necessari all’evangelizzazione (Commissione 4), la non preclusione da incarichi parrocchiali e associativi per persone conviventi o unite civilmente (Commissione 5), il maggior riconoscimento di ruoli di responsabilità alle donne (Commissione 6), la cura di percorsi diocesani per i catecumeni adulti (Commissione 8).

Sono stati approvati anche significativi emendamenti alle norme, come l’incoraggiamento ad una pastorale dei nuovi “stili di vita”, l’obbligo per i preti che presiedono i Consigli per gli Affari Economici di motivare per iscritto il loro disaccordo con le deliberazioni di tali organismi e l’esigenza di salvaguardare il primato etico del bene comune nelle scelte finanziarie delle parrocchie e nella valutazione dell’impatto sociale di spese e investimenti. Tutto il materiale ora passa nelle mani della Commissione per la redazione dei documenti, che in autunno presenterà una prima proposta di sintesi in vista del “Libro sinodale”.