Schema dell’intervento del Vescovo alla Veglia d’inizio d’anno. 19/10/2019

Il testo di Luca 23,33-49 (che va letto insieme agli altri vangeli, in particolare a quello di Giovanni) ci invita a contemplare con meraviglia e gioia la Chiesa nel suo momento sorgivo, ai piedi della Croce: lì nasce la Chiesa come piccolo seme, come germoglio…

Una Chiesa plurale, come cerco di ricordare nella Lettera pastorale per questo biennio: Chiesa dell’intimità, Chiesa che si converte, Chiesa che viene dalle lontananze..

Vorrei che riscoprissimo la bellezza (faticosa, certo, ma è così per tutte le cose davvero importanti) del nostro appartenere alla Chiesa di Dio che è in Savona. Che ci aiutassimo a capire davvero (col cuore e nei fatti) che la Chiesa non è una ong mondiale che produce servizi religiosi o opere di promozione umana, ma una zolla del Regno, una fessura attraverso la quale si possa vedere il volto di Dio: vorrei che ritrovassimo il fuoco degli apostoli e dei primi discepoli che “davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore” (At 4, 4,33).

Ma se zolla del Regno è la Chiesa, zolla del Regno è l’Eucaristia, che è fonte e culmine della vita cristiana. Radunanza della genti attorno all’Eucaristia, questo è la Chiesa! Perchè l’Eucaristia non è una cosa sacra, è Gesù Risorto che raccoglie attorno a sé i suoi amici.

Quando ci riscopriremo Chiesa eucaristica, zolla del Regno, vivremo con gioia il dinamismo dell’uscire (verbo di Dio e verbo della Chiesa!), come il discepolo Andrea che, dopo il suo primo incontro con Gesù corre a dirlo al fratello Simone: siamo battezzati e inviati, come ci sta ricordando il Papa in questo Mese missionario. E vivremo anche il dinamismo del rispondere; e mi piace proprio già questa sera invitarvi tutti alla Ordinazione presbiterale di Gabriele Semeraro, qui in Cattedrale, il 15 dicembre, alle 15,30.

Fare un Sinodo, allora, è un modo certo straordinario (il nostro primo Sinodo e fino ad ora unico Sinodo è stato celebrato del 1955!) per vivere però il dinamismo feriale del camminare insieme, inventando insieme cammini, per vivere il vangelo in questo cambiamento d’epoca. Aiutandoci insieme a trovare il coraggio di cambiare tutto quanto va cambiato, affinché ogni aspetto del nostro essere Chiesa a Savona diventi “un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione (G 27).

Ma in questa serata siamo (ancora una volta!) quasi costretti a pregare per la pace, in particolare nel nord-est della Siria: per questo sostiamo almeno un po’, in silenzio, intercedendo la pace.