Il convento dei Cappuccini di Savona

Savona. Padre Umberto Vallarino è tornato alla “casa del Padre”: il novantacinquenne cappuccino è scomparso infatti nella serata di ieri nel convento del quartiere Villetta. Oggi, venerdì 28 aprile, nel pomeriggio alle ore 18 presso lo stesso convento si terrà il rosario, domani, sabato 29 aprile, al mattino alle 11 saranno celebrati i funerali.

Lasciata l’Italia nel 1952, quand’era ancora poco più che ventenne, per mezzo secolo padre Vallarino ha dedicato la sua giovinezza e tutta la sua età adulta al servizio e al lavoro nella missione di Bouar, nella Repubblica Centrafricana, che all’epoca del suo arrivo era ancora colonia francese. Nel 2003 ha poi fatto ritorno in patria.

“È stato uno dei pionieri dei Frati Minori Cappuccini nel continente – ricorda il guardiano padre Gianfranco Iacopi – Ha sempre avuto una visione aperta della Chiesa e per questo motivo è stato un po’ un antesignano di papa Francesco. La sua opera è stata sia materiale, ideando, fra le altre cose, una bellissima chiesa, sia pastorale, istituendo un corso di formazione per catechisti in quella diocesi. La Chiesa africana ha pochissmi sacerdoti e quindi necessita di catechisti, soprattutto nei villaggi, per preparare le persone ai sacramenti”.

“Lascia un segno non solo spirituale ma anche culturale – conclude – Entrando in contatto con la tradizione e la mentalità di quel popolo, in particolare interpellando gli anziani, ha raccolto diversi reperti, ad esempio sulla storia della schiavitù in quella nazione, e dato vita ad un interessante museo etnologico, oggi da molti considerato il più importante del Centrafrica. Gli africani meritano attenzione e amore e lui gliel’ha dati negli anni migliori della sua vita”.