“Rimanete in me e io in voi”.  29/4/2018.

 

Alcune parole degli Atti e della Prima Lettera di Giovanni nutrono la nostra gioia e ci consentono di chiudere, con questa solenne celebrazione in Cattedrale, la Visita pastorale nella Vicaria di Vado:

– “la Chiesa era dunque in pace…si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero”;

– “Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa…Abbiamo fiducia in Dio”.

 

Nelle settimane, impegnative ma per me molto belle, della Visita pastorale (la mia prima!) ho sperimentato la pace e la consolazione dello Spirito, e vi ringrazio, perché certo questa consolazione è un dono di Dio, ma voi, con la Vostra accoglienza cordiale, siete stati il tramite di questo Suo dono.

Come sarebbe bello se sempre così fosse la nostra esperienza di Chiesa: una reciproca benedizione, una reciproca consolazione! E di questa reciprocità è testimonianza il vostro…rendermi visita, nella mia Cattedrale: nelle scorse settimane ho visitato le vostre Comunità, ma ora siete voi a visitare me, e vi ringrazio!

 

Al termine della celebrazione, consegnerò ai Vostri Parroci una mia breve lettera, con la quale voglio restituire a ciascuna Comunità una parte del bene ricevuto, condividendo con voi alcune mie semplici riflessioni. Qui voglio solo consegnare a ciascuno e a tutti un verbo e un’immagine: il verbo rimanere e l’immagine del tralcio.

 

Il verbo, carissimo al IV Vangelo, ci invita a rimanere non per un impegno della volontà, ma per fede e per amore. All’amore che ci precede, vogliamo rispondere, anche nei tempi di prova, con un amore che ha il volto della fedeltà e dell’abbandono fiducioso.

 

E l’immagine è  vitale ed eucaristica. Ci invita ad interrogarci sul nostro rapporto con la vite: in chi innesto la mia vita, come vivo la mia relazione sponsale col Signore, quanto conta il mio radicamento in Gesù nel concreto della mia vita quotidiana.

Ci sostiene nel cammino la preghiera di San Gregorio di Nazianzo: se non fossi tuo, mio Cristo, mi troverei finito”. Ecco: essere Chiesa significa trovare in Lui,  Gesù, la nostra gioia e la nostra forza.