Omelia per la Solennità di Tutti i Santi. 1 novembre 2018

E’ la festa grande che ci invita innanzi tutto a fare memoria grata dei tantissimi (“una moltitudine immensa”) santi “della porta accanto” (Francesco), che abbiamo incontrato nel cammino della nostra vita. Farne memoria grata e pregarli!

Ma è anche la festa che ci ricorda il nostro destino: “saremo simili a Dio, perché lo vedremo così come egli è”. I verbi sono al futuro, a indicarci un cammino pasquale (la grande tribolazione, di cui ci ha parlato l’Apocalisse). “La vita cristiana è un combattimento permanente” (Gaudete et exsultate, n. 158). E’ allora bello dire con solennità qui in Cattedrale, proprio nel contesto della festa che oggi celebriamo, che la nostra Chiesa di Savona desidera riprendere l’indagine sulla testimonianza di santità offerta da Pio VII, che anche negli anni della prigionia a Savona ha vissuto con fedeltà a caro prezzo il ministero di Pietro al quale il Signore lo aveva chiamato.

Nel vangelo delle beatitudini “si delinea il volto del Maestro, che siamo chiamati a far trasparire nella quotidianità della nostra vita. La parola “felice” o “beato” diventa sinonimo di “santo”, perché esprime che la persona fedele a Dio e che vive la sua Parola raggiunge, nel dono di sé, la vera beatitudine” (GeE, nn. 63 e 64). Come richiama il documento finale del Sinodo dei Vescovi, al n.166: “i giovani hanno bisogno di santi che formino altri santi, mostrando così che la santità (=la gioia) è il volto più bello della Chiesa”.