Omelia per la solennità dell’Immacolata. 8/12/2018.

 

Mi piace partire dal testo del Genesi, da quel dialogo tra Dio e l’uomo: “dove sei?”. Rispose: ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto”.

E’ l’esperienza di ciascuno: ci nascondiamo, per paura. E le forme del nostro nasconderci sono tante: l’attivismo che ci sfianca, o l’accumulo di soldi e di cose…Ciascuno ha i suoi nascondigli!

“Così si nasconde ogni uomo, perché ogni uomo è Adamo e nella situazione di Adamo…L’esistenza viene trasformata in un congegno di nascondimento” (Buber).

Ma Dio ci ama e vuole distruggere questo “congegno di nascondimento”. Maria è la donna che non si nasconde di fronte alla Parola, ma la accoglie: “avvenga per me secondo la tua parola”.

La festa di oggi ci chiama a riconoscere che siamo come Adamo, ma si nasconde, ma che possiamo, con l’aiuto di Dio, diventare (ed è questo il desiderio segreto e magari inconsapevole di ciascuno!) come Maria, che accoglie.

Avvento è tempo di grazia, perché ci è dato di scegliere “come stare” di fronte alla Parola chiamante!