L’Eucaristia che stiamo celebrando, nella festa gioiosa e solenne della Madre di Dio, è il modo più vero per iniziare il cammino di un nuovo anno: vogliamo far nostro lo stile di Maria, che custodiva nel proprio spazio interiore quanto era accaduto, meditando ogni cosa nel suo cuore (cfr. Lc 2, 19). Con Maria e con l’Antico Israele, facciamo nostra la grande benedizione sacerdotale del libro dei Numeri: “Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo  volto e ti conceda pace”.

Ma oggi vogliamo anche raccogliere, anche se in modo troppo rapido, alcune parole che il Papa ci ha regalato nel Suo Messaggio per la LV Giornata Mondiale della Pace, su: “Dialogo fra generazioni, educazione e lavoro: strumenti per edificare una pace duratura”. E’ all’inevitabile, felice intreccio tra queste dimensioni che Francesco ci richiama: “anzitutto, il dialogo tra le generazioni, quale base per la realizzazione di progetti condivisi. In secondo luogo, l’educazione, come fattore di libertà, responsabilità e sviluppo. Infine, il lavoro per una piena realizzazione della dignità  umana. Si tratta di tre elementi imprescindibili, per dare vita ad un patto sociale, senza il quale ogni progetto di pace si rivela inconsistente” (n. 1).

Ma, nelle righe precedenti, il Papa richiama un altro intreccio, altrettanto decisivo. Perchè “la pace è insieme dono dall’alto e frutto di un impegno condiviso. C’è infatti una architettura della pace, dove intervengono le diverse istituzioni della società, e c’è un artigianato della pace, che coinvolge tutti noi in prima persona”. Lo sappiamo: la pace è possibile, quando ci mettiamo in mezzo (è il senso etimologico dell’intercessione: inter-cedere, mettersi in mezzo!), rischiando qualcosa e spendendo del nostro (intelligenza, passione, soldi, t

 Ma questa postura dell’intercessione ci chiede anche il coraggio della denuncia e della presa di parola. Scrive Francesco, nel suo Messaggio: “negli ultimi anni è sensibilmente diminuito, a livello mondiale, il bilancio per l’educazione e l’istruzione, considerate spese piuttosto che investimenti…Le spese militari, invece, sono aumentate, superando il livello registrato al termine della guerra fredda, e sembrano destinate a crescere in modo esorbitante”. Più chiaro di così! E mi chiedo, ad esempio, che cosa ci sia da esultare per i dodici F 35 costruiti quest’anno in Italia…

Termino richiamando ancora l’intreccio evidenziato da Francesco: “l’opportunità di costruire assieme percorsi di pace non può prescindere dall’educazione e dal lavoro, luoghi e contesti privilegiati del dialogo intergenerazionale. E’ l’educazione a fornire la grammatica del dialogo tra le generazioni ed è nell’esperienza del lavoro che uomini e donne di generazioni diverse si ritrovano a collaborare, scambiando conoscenze, esperienze e competenze in vista del bene comune”.

Faccio mio il sogno del Papa, al termine del Suo Messaggio: “che siano sempre più numerosi colore che, senza far rumore, con umiltà e tenacia, si fanno giorno per giorno artigiani di pace. E che sempre li preceda e li accompagni la benedizione del Dio della pace!”