Tanti sono i santi a cui si votarono e si votano i marinai liguri nel corso dei secoli come testimoniano intitolazioni di chiese, compagnie e oratori da sant’Erasmo (la cui cappella sorgeva in area portuale a Savona) a san Michele (venerato a Celle), da san Bernardino sul Gottardo (nel finalese) a ovviamente la Vergine Maria. A questi e altri santi di culto locale, o importati da scali di maggiore approdo quali Spagna e Sicilia, vengono dedicati anche quadri e statue e talvolta perfino le stesse imbarcazioni. Per sciogliere voti o semplicemente per rendere grazie, i singoli marinai o i loro familiari o ancora gruppi di patroni di navi, donarono alle chiese o agli altri enti ecclesiastici apparati liturgici come a Spotorno, statue come a Tosse, a Calice o in sant’Andrea di Savona. Tuttavia i più diffusi e popolari elementi di comprovante fede rimangono gli ex voto.

Dipinto ex voto – Repatta G.B. (1796), Naufragio di un veliero colpito da un fulmine – Albissola Superiore

Soprattutto sulla riviera, quelli a tema marinaro possono essere dipinti, oppure modelli in legno di barche o raffigurazioni in diorama oppure nella tradizionale ed elegante riproduzione in filigrana d’argento. Questi ex voto si trovavano appesi in numerose chiese lungo la costa da Varazze a Finale ma anche nell’entroterra e testimoniano vari secoli di fede. Oggi sono ancora esposti e visibili in alcuni oratori quali quello di sant’Anna a Noli, della santissima Annunziata di Spotorno, di san Michele in Celle e in quelli di Varazze tra cui quello di Castagnabuona che, con il Santuario di nostra Signora della Croce, ne presenta alcuni sopravvissuti all’incendio che interessò l’edificio nel 1980. Due modelli di navi, un veliero ottocentesco e una galea più antica, sono ancora appesi nelle navate del Santuario di N.S. di Misericordia mentre il modellino della galeotta è oggi esposto nel Museo del Tesoro assieme ad altri ex voto. Molti altri, presenti originariamente nelle chiese sono oggi conservati in luoghi più sicuri dopo il lavoro di schedatura curato da Cristina Gamberini dell’Ufficio beni culturali della Diocesi. Tra le parrocchie che detenevano ex voto si possono ricordare san Nicolò di Albisola Superiore con le sue tavole dipinte settecentesche e le chiese finalesi quali san Giovanni Battista e san Biagio.
Sarah Pagano