Corpus Domini. Omelia. 3/6/2018.

 

“Mediatore di un’alleanza nuova”. Così la Lettera agli Ebrei che abbiamo appena ascoltato. Cristo, il nuovo Mosè,  “venuto come sommo sacerdote dei beni futuri”, è mediatore a caro prezzo, mediatore nella sua Pasqua di morte e resurrezione, mediatore al prezzo del sangue, secondo le parole dette nell’Ultima Cena: “questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti”.

La festa del Corpus Domini che oggi celebriamo ci rimanda allora alla Pasqua di Gesù. Perchè il Pane della vita che tra poco adoreremo e poi verrà portato per le strade della nostra città non è “una cosa sacra” senza relazione con la Pasqua del Signore, ma è Cristo stesso nella sua Pasqua! Non si può -nemmeno inconsapevolmente- separare l’Eucaristia da Gesù!

Questa festa allora ci chiede una cosa sola: di celebrare contemplare e adorare il Signore Gesù. Ci interroga sul nostra rapporto con Lui; ci chiede di non addormentarci, come invece fecero i discepoli nell’Orto degli Ulivi…

L’Eucaristia narra una vita, e annuncia la fecondità della vita donata di Gesù, che nella sua morte ha abbattuto il muro della separazione: ha fatto alleanza tra l’uomo e Dio. Alleanza nuova e definitiva. Questa è la bella notizia che oggi celebriamo: la fecondità del pane dato e del sangue versato, la fecondità della Pasqua di Gesù!

Entrare nel mistero di questa alleanza, essere a nostra volta operatori di riconciliazione e di pace; questo significa vivere da cristiani la festa solenne del Corpus Domini.