Celebrando questa Eucaristia, solenne e gioiosa, consegno volentieri alla Chiesa di Dio che è in Savona il Libro del II Sinodo diocesano, frutto di diversi anni di lavoro (già nel 2018, infatti, quasi 700 persone erano state coinvolte, in piccoli gruppi – i famosi “tavoli da 10” – che avevano ripreso i 5 verbi del Convegno Ecclesiale di Firenze); lavoro diventato intenso con la costituzione della Assemblea sinodale, nella Pentecoste del 2021. Terminati i lavori dell’Assemblea sinodale con la sessione del 27 gennaio, posso a questo punto promulgare il libro del Sinodo.

Sento nel cuore una sincera gratitudine: Dio non ci ha mai abbandonato nel nostro tentativo di prendere il largo, confidando in Lui solo! Ma poi la gratitudine va a ciascun membro dell’Assemblea sinodale: tutte e tutti avete dato il Vostro apporto, competente e appassionato. Ero tentato di ricordare i nomi di ciascuno/a; non lo faccio per brevità ma celebro questa Eucaristia per tutti Voi, ricordando in particolare i membri della Commissione Centrale e della Segreteria. Voglio però ricordare con commozione e nostalgia chi ci ha lasciato durante i lavori sinodali e ora vive nella luce di Dio: don Agostino Paganessi, don Luigi Peluffo, don Achille Tronconi, suor Gabriella Donaera. E ricordo anche chi è partito per la missione: don Michele Farina in Centrafrica, Ester Lisetti, in Bolivia e ora in Perù. Li sentiamo tutti vicinissimi!

Ma come sempre è alla Parola che occorre fare spazio, perché proprio la Parola che abbiamo appena ascoltato illumina anche quanto stiamo vivendo questa sera. In Gesù, infatti, si compie la profezia di Ezechiele: “Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe… Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore“. E allora è bello riferire anche alla nostra Chiesa di Savona il grido di Gesù: “Lazzaro, vieni fuori!”. Perché Lazzaro è l’amico di fronte al quale “Gesù scoppiò in pianto”, tanto che il vangelo riporta il commento dei presenti: “Guarda come lo amava!”. La nostra Chiesa, come Lazzaro quel giorno, è chiamata ad uscire, a rivivere, confidando; “Chiesa di Savona, vieni fuori!”: questo ci ha più volte ripetuto il Signore negli anni del nostro Sinodo.

Uscire, rivivere, riposare: i verbi che ci vengono consegnati in dono questa sera. Non indicano innanzitutto un impegno morale ma una possibilità che ci è donata, perché “lo Spirito di Dio abita in voi… E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo dello Spirito che abita in voi”. Nelle fatiche, nelle discussioni, nei dissensi emersi e nei consensi maturati durante le Sessioni sinodali non c’eravamo soltanto noi, è stato presente lo Spirito del Risorto. Questa la bella notizia, che desidero condividere con voi questa sera. Nonostante la nostra durezza di cuore e il nostro peccato abbiamo fatto, nel Sinodo, esperienza dello Spirito e del suo agire, che “Lumen Gentium”, al n. 4, sintetizza in 10 operazioni, che mi piace ricordare (ripeto: pur tra le fatiche, ne abbiamo fatto esperienza!):

  • santifica continuamente la Chiesa
  • dà la vita
  • risusciterà in Cristo i nostri corpi mortali
  • dimora nella Chiesa e nei cuori dei fedeli come in un tempio
  • guida la Chiesa verso tutta intera la verità
  • la unifica nella comunione e nel servizio
  • la provvede di diversi doni gerarchici e carismatici
  • la abbellisce dei suoi frutti
  • fa ringiovanire la Chiesa (virtute Evangelii iuvenescere facit Ecclesiam)
  • la conduce alla perfetta unione col suo Sposo

Ora non solo il Lazzaro che siamo ciascuno di noi è chiamato a uscire e prendere il largo ma anche il libro del nostro Sinodo è chiamato ad uscire e a mettersi in viaggio. Inizia il tempo della recezione, che affido alla vostra preghiera, e sul quale non voglio fermarmi ora nel dettaglio. Ricordo solo, come già sapete, che mi farò portavoce dello stile e dei contenuti del Sinodo, iniziando in autunno la seconda Visita pastorale. Ma non potrò farlo da solo; come mi scriveva una di voi, “siamo sparsi nelle nostre comunità come lievito nella pasta, come semi nel vento, con il compito di testimoniare un’esperienza bella di Chiesa”.

Non per caso siamo questa sera a celebrare qui, nel nostro Santuario, proprio alla vigilia della solennità di Maria Madre di Misericordia, nostra patrona. A Lei, la Donna portata dal Vento, vogliamo affidare il cammino che ora inizia, a Lei, che ci è Madre, vogliamo chiedere che interceda per noi. Amen.

L’omelia del vescovo Calogero Marino
Il testo in pdf

“Chiesa di Savona, prendi il largo, confidando”
Libro del II Sinodo diocesano 2021-2024

Al Santuario si è chiuso il Sinodo diocesano “Chiesa di Savona, prendi il largo”
Il vescovo Marino: “Ora siamo chiamati ad ‘uscire’ confidando nel Signore”

Diocesi di Savona-Noli