Mensa

In posizione più avanzata rispetto alla navata, il nuovo altare (mensa) rivolto verso il popolo, realizzato in conformità alle rinnovate norme liturgiche.
Linee molto più essenziali, più sobrie, certamente non sfarzose ma comunque eleganti, che richiamano il tema eucaristico della Mensa: la tavola intorno alla quale la famiglia cristiana si riunisce per nutrirsi del cibo eucaristico.
Sulla parte frontale della mensa, spiccano le statue marmoree di alcuni santi e dottori della Chiesa. Al centro, in una piastra di bronzo dorato, è raffigurato il roveto ardente che Mosè vide sul monte Sinai: il segno della presenza del Dio vivente che invia Mosè a salvare il suo popolo schiavo in Egitto.

Cattedra

Sul lato destro di chi guarda il presbiterio, in posizione angolata, sopra una pedana di legno che ne sottolinea l’importanza, è collocata la Cattedra vescovile: il simbolo più importante della Cattedrale, che qualifica questa chiesa come la chiesa del Vescovo, il quale “siede in Cattedra” come maestro di dottrina, testimone di fede nella sua qualità di pastore della comunità cristiana affidatagli.
Realizzato in legno intarsiato con finissima lavorazione, lo schienale della Cattedra raffigura Santa Maria Maddalena. Fu lei la prima testimone e annunciatrice della risurrezione di Gesù (Mc. 16, 10); è lei la donna che Gesù aveva liberato da sette spiriti immondi (Mc. 16, 9); fu tra le donne che rimasero ai piedi della croce insieme alla Madre di Gesù (Gv. 19, 25).
Sembra evidente l’intenzione di indicare, attraverso l’esperienza di fede di Maria di Magdala, alcune caratteristiche fondamentali che qualificano il ministero episcopale: consapevolezza di essere peccatore, bisognoso della Misericordia di Dio; amore indiviso e fedele per Gesù Cristo; coraggio e determinazione nella testimonianza e nell’annuncio della fede.

Ambone

In presbiterio (alla destra di chi guarda) è collocato l’ambone in marmo, arricchito da una applicazione in bronzo dorato raffigurante la pianta di vite: immagine biblica (cfr. Gv. 15, 1-11) che Gesù usa per descrivere il rapporto di intimità vitale tra Gesù e i suoi discepoli (la Chiesa). L’ambone è il luogo da cui viene proclamata solennemente la Parola di Dio, la linfa vitale indispensabile per la vita della Chiesa.

Crocifisso

Dalla parte opposta (alla sinistra di chi guarda), il crocifisso ligneo infisso in un basamento di marmo che, con la sua forma a cuneo rivolto verso l’alto, richiama l’immagine del Golgota, il “monte” (collina) sul quale Gesù fu crocifisso.
Al culmine del basamento è raffigurato, in bronzo dorato (opera di Andrea Gianasso), il serpente che si spinge verso la croce di Cristo. Cristo, morto in croce, ha vinto definitivamente e domina “l’antico serpente” (Satana).

Coro

Il coro ligneo che occupa l’ampio spazio absidale, opera pregevolissima di intarsio, si presenta come un grande abbraccio che vuole accogliere tutti coloro che lì si trovano per pregare.
Le raffigurazioni dei Santi che ornano gli scanni più alti, esprimono in maniera molto suggestiva il mistero di quella comunione (Comunione dei Santi) che costituisce la natura propria della Chiesa di Gesù Cristo. I Santi del Paradiso e i Santi della Terra (i Battezzati) si riuniscono insieme per innalzare a Dio la loro lode, la loro preghiera.
Il coro è, in un certo senso, una bellissima raffigurazione del Paradiso: il giardino preparato da Dio per accogliere tutti i suoi figli.

Cacciata dei mercanti dal tempio

Se dal presbiterio si guarda verso il fondo della chiesa (in realtà verso la sua facciata), risalta in tutta evidenza un grande affresco di controfacciata, raffigurante la cacciata dei mercanti dal tempio (Mt. 21, 12-13), opera di Francesco Coghetti.
Il tema biblico e pittorico suona come un forte monito volto ad indicare che ci troviamo nel tempio di Dio, in un luogo di preghiera: luogo che deve dare spazio unicamente all’incontro tra Dio e il Suo popolo. Il bellissimo affresco presenta un Signore Gesù decisamente severo, autorevole, nell’atto di condannare senza mezzi termini un modo scorretto di intendere il tempio, la casa di Dio in mezzo agli uomini. Una severità impressionante, che non ammette repliche, che semina sorpresa, scompiglio e perfino terrore tra coloro che pensano di poter usare Dio per i propri comodi e interessi.

Navata destra

La navata di destra alterna forti temi mariani a momenti di spiritualità e di storia che hanno segnato la vita della Cattedrale e della Chiesa savonese. In modo particolare, nella sua zona centrale, si impone la tribuna di Pio VII, ricordando così che in questa Cattedrale il Papa ha pregato e sofferto durante la prigionia impostagli da Napoleone Bonaparte.

1^ cappella destra

La prima cappella è tutta dedicata a Maria. Sopra l’altare troviamo una tela dipinta a tempera raffigurante Nostra Signora di Misericordia (patrona della Diocesi di Savona-Noli) di Agostino Ratti (sec. XVIII): propone con particolare delicatezza l’apparizione della Madonna al contadino Antonio Botta, avvenuta il 18 Marzo 1536 presso la vicina valle del torrente Letimbro.
Sulle pareti laterali alcuni affreschi riproducono due miracoli di N.S. di Misericordia e, nel soffitto, la Gloria della Vergine.
Nel contesto mariano di questa cappella merita particolare attenzione la statua marmorea raffigurante la Carità: attorno ad una giovane donna si stringono tre bambini, dei quali uno viene allattato al suo seno. E’ un genere espressivo diffuso in Europa  a partire dal XVI secolo. Non è certo la raffigurazione di Maria Vergine ma esprime comunque in modo efficace il ruolo che Maria ha nella Chiesa: nutrire i suoi figli di quel latte spirituale che è la conoscenza, l’intimità con Gesù, scaturito dal suo grembo materno.

2^ cappella destra

La seconda cappella è decorata da affreschi di G. Agostino Ratti eseguiti nella metà del XVIII sec.
Sulla parete di sinistra è raffigurata la Visitazione (Lc. 1, 39-56) e sulla parete di destra il Riposo durante la fuga in Egitto.
Ancora due momenti della storia sacra che vedono Maria protagonista. Due episodi che parlano di una giovane donna dinamica, in azione: prima in viaggio per portare aiuto all’anziana parente Elisabetta che sta per dare alla luce un figlio; poi in viaggio, faticoso e angosciato, per portare in salvo il bambino Gesù, sottraendolo alla strage degli innocenti ordinata dal re Erode.
Un insieme di azioni che presentano Maria come colei che, in qualunque situazione, lieta o drammatica, porta in sé la Vita: Gesù Cristo.

Un altro elemento artistico mariano da notare è il rilievo dorato su ardesia raffigurante la Madonna col Bambino: è una delle chiavi di volta dell’antica cattedrale che sorgeva sul Priamar.

Di Paolo Gerolamo Brusco è il Sacro Cuore collocato sull’altare marmoreo decorato da tarsie.
Fiancheggiano l’altare due statue: una raffigura il re e profeta Davide (riconoscibile per la corona e l’arpa), l’altra, a destra, il profeta Isaia, che regge un cartiglio con la scritta: Ecce Virgo, le parole iniziali della sua profezia sulla nascita del Cristo (cfr. Is. 7,14)

3^ cappella destra

La cappella Gavotti presenta ancora una serie di temi mariani.
Sull’altare, la Madonna degli Angeli, di G. Baglione (1617), in cui la Vergine è raffigurata secondo i caratteri iconografici dell’Immacolata, con la testa coronata di stelle (cfr. Ap. 12) e venerata dagli Angeli (la rappresentazione ci indica Maria come “Regina Angelorum”, uno degli appellativi con cui la si invoca nelle Litanie Lauretane). Una interpretazione pittorica interessante, che ritrae Maria coi capelli scomposti e sciolti al vento.

Sulla parete di destra, il Sogno di Giacobbe (Gen. 28, 10-12), dello stesso autore.
Sulla parete di sinistra, Abramo visitato dagli Angeli (Gen. 18, 1-15), di G. Lanfranco (1617).
Questi due episodi biblici, tratti dall’Antico Testamento, riguardano due tra i maggiori Patriarchi: Abramo, il padre di generazioni, il prescelto da Dio per dare il via alla Storia della Salvezza; Giacobbe, detto Israele, padre dei dodici capostipiti delle tribù del popolo ebraico.
Entrambi sono raffigurati nel momento di loro particolarissimi incontri con gli Angeli del Signore.

Sulla volta, affreschi di Flaminio Allegrini (al Centro l’Arcangelo Michele che sconfigge Satana, raffigurato come un drago (cfr. Ap. 12, 7-9).

Siamo dunque in un contesto che presenta gli Angeli come i fedeli messaggeri di Dio e i potenti custodi dell’uomo che risponde ai disegni di Dio. Sugli Angeli e per gli Angeli Maria è costituita loro Regina.